Bolletta 17 Luglio 2026 – Mondiali (Quota 19.00)

Prendete una sedia, mettetevi comodi e lasciate perdere per cinque minuti i vostri fogli di calcolo, gli algoritmi della domenica e le scommesse da due euro sui calci d’angolo. Qui parla il mestiere. Siamo arrivati all’atto finale di questo Mondiale 2026, la giostra sta per chiudere e a terra sono rimasti solo i pezzi da novanta. Molti là fuori sono convinti che scommettere sulle finali sia un terno al lotto, che le motivazioni saltano, che subentra la paura. Fuffa. Le finali si leggono dentro lo spogliatoio, non sui tabellini.

Oggi abbiamo sul piatto le ultime due portate del banchetto: la finalina di consolazione, quella che tutti dicono di non voler giocare ma che nessuno vuole perdere, e la finalissima, l’Olimpo del calcio. Ho preso queste due sfide, ci ho buttato sopra l’occhio clinico di chi sente l’odore della quota storta a un chilometro di distanza, e ho tirato fuori una giocata da paura. Roba per gente che ha il coraggio di osare, una quota complessiva che sfiora i venti volte la posta per chiudere il Mondiale con le tasche piene e i bookmaker in lacrime.

Francia vs. Inghilterra – 2 + GG (Quota 4.80)

Parliamoci chiaro: la finale per il terzo e quarto posto è storicamente la fiera del gol. Le difese si aprono, la tattica rigida va a farsi benedire e ci si diverte. Ma qui c’è una dinamica psicologica che va ben oltre i novanta minuti di gioco. Da una parte abbiamo una Francia che sulla carta potrebbe schierare tre nazionali diverse e vincere comunque, dall’altra un’Inghilterra che ha fame, compattezza e un centravanti che sta riscrivendo la storia del gioco.

Perché dico 2 fisso abbinato al Goal? Semplice, perché lo spogliatoio dei Bleus è diventato una succursale del cortile di un re capriccioso. La Francia non è arrivata alla sua terza finale mondiale consecutiva dopo Russia 2018 e Qatar 2022 per un motivo ben preciso, e quel motivo ha un nome e un cognome: Kylian Mbappé. Oggi fa il Dittatore. Decidiamo noi, o meglio, decide lui chi deve scendere in campo e chi deve guardare la partita dalla panchina, tutto basato su simpatie personali e su chi gli sta più o meno sulle palle quella mattina. Una gestione folle che ha finito per castrare una generazione di talenti spaventosi.

Gente come Doué, Olise e compagnia cantante, ragazzi che altrove sarebbero titolari inamovibili con la fascia al braccio, si ritrova a dover fare da spettatore non pagante solo perché l’idolo di Francia ha deciso così. Questa anarchia interna si paga, soprattutto quando l’energia mentale è agli sgoccioli e la delusione per la finale mancata brucia ancora. Un gol lo faranno, perché il talento puro non lo spegni nemmeno con i litigi, ma la partita la lasceranno per strada.

Dall’altra parte della Manica, invece, l’aria che si respira è totalmente diversa. I britannici si sono compattati come mai prima d’ora. Hanno sputato sangue, hanno dato l’anima e giocano l’uno per l’altro. E poi c’è lui, Harry Kane. Un uomo in missione divina. In questa stagione 2025/2026, considerando che i Mondiali fanno ancora parte del bilancio stagionale, Kane ha già frantumato il muro dei 71 gol. Avete capito bene: settantuno. Ha letteralmente polverizzato il record storico dei 69 gol di Cristiano Ronaldo della stagione 2014/15.

E non è finita qui, perché quando un bomber di quella razza sente l’odore del sangue, non si ferma. Adesso Kane ha messo nel mirino il record dei record, quello dei gol complessivi in un singolo anno solare che appartiene a un certo Lionel Messi, capace di stamparne 91 nel 2012. Con un Kane in questo stato di grazia, affamato di gloria personale e supportato da un blocco unito, la difesa francese – già distratta dalle faide interne – ballerà la rumba. L’Inghilterra si prende questo terzo posto con l’orgoglio di chi ha costruito un gruppo vero, lasciando i francesi a litigare sul pullman.

Spagna vs. Argentina – 1 + GG (Quota 3.00)

E veniamo al pezzo forte, la notte dove si decide la storia del calcio moderno. Spagna contro Argentina. Il passaggio di consegne generazionale definitivo, il romanticismo contro il cinismo, Lamine Yamal contro Lionel Messi. Chi cerca la giocata prudente vada pure a giocare l’Under, noi qui cerchiamo il valore vero. E il valore vero ci dice che la Spagna alzerà la coppa al cielo, ma non senza subire i colpi della vecchia guardia Albiceleste.

Lionel Messi è arrivato alla sua terza finale mondiale della carriera. Ricordiamo tutti il dramma di Brasile 2014, con quel gol di Götze ai supplementari che sembrava aver spezzato per sempre il suo sogno. Ricordiamo la redenzione leggendaria e folle del Qatar nel 2022, vinta ai rigori contro la Francia in quella che è stata probabilmente la partita più bella del secolo. Oggi, nel 2026, l’Argentina è ancora lì, aggrappata al suo totem, al Re Sole che disputa l’ultimo ballo della sua vita calcistica. L’Argentina è una squadra mistica, che sa come si soffre e che troverà sicuramente la via del gol, trascinata dall’orgoglio smisurato del suo capitano e da un popolo che spinge dietro la linea di porta.

Ma il calcio è uno sport crudele e non fa sconti all’anagrafe. Questa Spagna è una macchina perfetta, un’orchestra sincronizzata che gioca a una velocità e con una freschezza mentale che l’Argentina di oggi semplicemente non può reggere sulla distanza dei novanta minuti. Se Messi rappresenta la storia, Lamine Yamal rappresenta il presente e il futuro radioso di questo sport. La verticalità delle Furie Rosse, la capacità di soffocare il palleggio avversario e l’imprevedibilità dei loro esterni manderanno fuori giri i difensori argentini, che non hanno più il passo di quattro anni fa. Sarà una battaglia epica, l’Argentina colpirà di fioretto e di garra, ma alla fine la freschezza atletica e la superiorità strutturale della Spagna verranno fuori. Finirà con la spallata decisiva degli europei: vittoria Spagna e Goal a referto.

Puntando 10€ Vincita Potenziale 190,00€

Prendete nota. Moltiplicando la quota di 4.80 della finalina con la quota di 3.00 della finalissima, otteniamo un moltiplicatore complessivo di 19.00. Con un decino rimasto nel portafoglio, ci andiamo a prendere quasi duecento euro di vincita potenziale. Poche chiacchiere, niente algoritmi: solo intuito, analisi dello spogliatoio e il vecchio, caro fiuto da banchina. Buona fortuna a chi mi segue.

Se poi volete un consiglio da chi ha visto passare più treni che stagioni, non state a guardare il centesimo. La quota è lì, bella tonda sul tabellone, e aspetta solo chi ha il fegato di andarsela a prendere prima che i quotisti si sveglino dal torpore e comincino ad abbassare i moltiplicatori per paura di rimetterci le penne. Questa non è la solita schedina riempitiva del sabato pomeriggio, è la mossa studiata di chi sa che a questi livelli i dettagli fanno saltare i banchi e che la fame di Kane o la freschezza di Yamal valgono molto più di qualunque statistica buttata a caso sul web da chi non ha mai visto una partita dal vivo. Lasciate che gli altri si complichino la vita con i calcoli impossibili e le coperture dell’ultimo minuto, noi la giochiamo dritta per dritta come va fatta, a testa alta e senza voltarci indietro. Chiudiamo questo Mondiale da signori, intaschiamo quello che ci spetta e diamo una bella lezione a chi pensa ancora di poter prevedere il calcio solo con un computer in mano.

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Romeo Marrazzo
Amante e scrittore sportivo, da una decina d’anni si occupa di pronosticare i maggiori eventi calcistici del nostro Paese. Classe 1982, ama i moltiplicatori e il rischio in ogni bolletta giocata.
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